23 Marzo 2026

Il 10 marzo 1946, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, venne emanato il D.L.Lt. n. 74 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea costituente”, più conosciuto come decreto De Gasperi-Togliatti, in cui all’art. 7 si sancisce il diritto all’elettorato passivo anche delle cittadine italiane che abbiano compiuto il 25° anno di età. Il diritto di voto era stato esteso per la prima volta alle donne con il D.L.Lt. n. 23 del 31 gennaio 1945, ma fu solo con il decreto del 10 marzo 1946 che alle donne, in occasione delle elezioni amministrative immediatamente successive, fu permesso di essere elette: il suffragio universale trovava pieno compimento. Nelle elezioni amministrative della primavera del 1946 vennero elette le prime 6 sindache. Il successivo 2 giugno vennero indette le elezioni per l’Assemblea Costituente, che avrebbe poi redatto la Costituzione Italiana, contestualmente al referendum per la scelta del futuro assetto dell’Italia, in cui prevalse la Repubblica. Ben l’89% delle donne, che all’epoca rappresentavano il 47% della popolazione, andarono a votare. Vennero elette 21 donne, su 556 eletti, tra i quali venne istituita la Commissione dei 75, composta anche da 5 donne, con il compito di redigere la Carta Costituzionale da sottoporre all’Assemblea Costituente.

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Modificato: 23 Marzo 2026