28 Maggio 2026

Dopo il percorso rivolto alle scuole, il progetto si sviluppa in una nuova prospettiva: promuovere consapevolezza economica, autonomia e cultura della parità anche nei contesti professionali e aziendali

 

Immagine generata con AI

L’educazione finanziaria non riguarda solo i giovani e non si esaurisce tra i banchi di scuola. È una competenza di cittadinanza, ma anche uno strumento di autonomia personale, responsabilità professionale e prevenzione delle fragilità che possono emergere nei rapporti familiari, sociali e lavorativi.

Da questa consapevolezza prende forma lo sviluppo del percorso promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova, con il contributo del Comitato Pari Opportunità e della Commissione Pari Opportunità, dedicato al contrasto della violenza economica di genere attraverso la diffusione di una maggiore cultura finanziaria.

Dalla scuola ai luoghi di lavoro

Il progetto nasce da un primo percorso di educazione finanziaria rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori, pensato per offrire alle nuove generazioni strumenti concreti per comprendere il valore del denaro, il risparmio, il credito, l’indebitamento, le garanzie e le prime scelte economiche della vita adulta.

Quella esperienza rappresenta oggi la base per un’evoluzione ulteriore: portare gli stessi principi anche nei luoghi di lavoro, dove autonomia economica, consapevolezza finanziaria e pari opportunità diventano elementi fondamentali per costruire ambienti più equi, responsabili e capaci di prevenire forme di dipendenza, controllo o abuso.

Un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico

La recente rassegna stampa dedicata all’Open Day “Imprenditoria Femminile – Costruendo parità”, promosso dalla Camera di Commercio di Padova con il Comitato Imprenditoria Femminile e Unioncamere Nazionale, ha confermato l’attualità del tema.

Padova risulta la prima provincia veneta per numero di imprese certificate per la parità di genere, con 187 realtà su 771 a livello regionale. Un dato positivo, che segnala la vitalità del territorio, ma che non cancella la necessità di continuare a investire su cultura, formazione e consapevolezza.

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche il progetto formativo contro la violenza di genere nei luoghi di lavoro, la cui seconda fase partirà nei prossimi mesi, e il percorso di educazione finanziaria sviluppato insieme all’ODCEC di Padova per contrastare la violenza economica di genere.

Che cos’è la violenza economica

La violenza economica è una forma di abuso spesso meno visibile rispetto alla violenza fisica o psicologica, ma non per questo meno incisiva.

Si manifesta quando una persona esercita controllo sulle risorse economiche di un’altra, limitandone l’autonomia, la libertà di scelta e la capacità di autodeterminazione. Può assumere forme diverse: controllo del denaro, esclusione dalle decisioni finanziarie, impedimento a lavorare, appropriazione dei guadagni, gestione unilaterale di conti, risparmi, debiti o investimenti.

Nei luoghi di lavoro, il tema assume una dimensione ancora più ampia. Parlare di violenza economica significa anche interrogarsi su pari opportunità, indipendenza reddituale, gender pay gap, accesso alla carriera, consapevolezza contrattuale e capacità di riconoscere situazioni di squilibrio o dipendenza economica.

Perché i luoghi di lavoro sono fondamentali

Il lavoro è uno degli spazi principali in cui si costruisce autonomia. È attraverso il lavoro che le persone acquisiscono reddito, competenze, relazioni, riconoscimento e capacità progettuale.

Per questo i luoghi di lavoro possono diventare un presidio importante di prevenzione. Formare lavoratrici, lavoratori, professionisti, imprese e organizzazioni significa contribuire a creare una cultura nella quale la gestione del denaro non sia terreno di controllo o dipendenza, ma strumento di libertà, responsabilità e partecipazione.

L’educazione finanziaria diventa così parte di una più ampia cultura della parità: non solo conoscenza tecnica, ma capacità di leggere le conseguenze economiche delle scelte, comprendere ciò che si firma, valutare un impegno finanziario, riconoscere segnali di abuso e tutelare la propria indipendenza.

Il contributo dei commercialisti

In questo percorso il ruolo dei commercialisti è particolarmente significativo.

I commercialisti sono professionisti che ogni giorno accompagnano persone, famiglie, imprese ed enti nella lettura dei dati economici, nella pianificazione, nella gestione dei rischi e nella comprensione delle conseguenze finanziarie delle decisioni.

Portare questa competenza al servizio di un progetto di prevenzione della violenza economica significa valorizzare la funzione sociale della professione: non solo consulenza tecnica, ma contributo alla crescita di una comunità più consapevole, più equa e più responsabile.

Parità, autonomia e cultura economica

Il progetto dell’ODCEC di Padova si inserisce dunque in una traiettoria chiara: promuovere l’educazione finanziaria come leva di autonomia e come strumento concreto per rafforzare la parità.

Dalle scuole ai luoghi di lavoro, il filo conduttore resta lo stesso: conoscere il valore del denaro significa anche conoscere il valore della propria libertà.

Per questo la prevenzione della violenza economica passa anche dalla cultura. Una cultura che deve essere diffusa, accessibile e condivisa, capace di parlare ai giovani, alle famiglie, ai professionisti, alle imprese e a tutti i soggetti che contribuiscono alla qualità sociale ed economica del territorio.

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Modificato: 28 Maggio 2026