31 Luglio 2026

L’Odissea, il poema epico omerico, evoca inevitabilmente il viaggio: dell’eroico re di Itaca, Ulisse, e delle peripezie affrontate lungo il ritorno a casa. Ulisse viene celebrato come l’incarnazione stessa del coraggio. Penelope ci è stata tramandata come la moglie che lo aspetta a casa, quando in realtà utilizza l’intelligenza come arma strategica, gestisce il potere, manipola il tempo attraverso la tela, non subisce l’attesa, ma la costruisce, impedendo il collasso stesso di Itaca. Penelope non è la moglie fedele che aspetta, ma è colei che rende possibile il ritorno dell’eroe. Eppure, ci ricordiamo delle prodezze del protagonista, dimenticandoci di chi è rimasto. Dorothy Parker nella poesia Penelope in pochi versi ribalta questa prospettiva, smaschera l’ipocrisia di ritenere glorioso il movimento e il rumore: il vero eroismo sta nel coraggio immenso di saper rimanere. La Penelope di Dorothy Parker rende omaggio a tutte quelle persone che la memoria collettiva non ricorderà come eroi, ma che quotidianamente e con dignità affrontano la propria personale battaglia, viaggiando tempestosamente contro le fatiche e i dolori della vita, meritando parimenti l’opportunità di essere ricordati.

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Modificato: 31 Luglio 2026